14 July 2020

Rendiamo sentire sicuro per tutti

Un'iniziativa dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sta lavorando per potere creare un mondo in cui il nostro udito non viene messo in pericolo.

L'esposizione ai rumori troppo forti e per un periodo troppo prolungato a lavoro, durante le attività ricreative o ascoltando la musica può avere delle conseguenze negative sull'udito e causare ipoacusia e acufene.

Per questo, l'OMS ha iniziato il programma 'Make listening safe', mirato a creare un mondo in cui l'udito di nessuno è esposto a pericoli.

Le linee guida odierne

Oggi, si è arrivati alla conclusione comune che, esporsi per 8 ore al giorno a rumori di 85 dBA porta a conseguenze irreparabili per l'udito. L'esposizione totale dovrebbe essere di 40 ore e sotto agli 80 dBA se ci si vuole proteggere ascoltando la musica in cuffia o in stereo e dai rumori che si sentono lavoro.

I riproduttori di musica che non hanno la funzionalità di misurare la dose settimanale di esposizione devono essere limitati a 95 dBA, sempre. Non è comunque consigliabile fissare un limite massimo per l'uscita dei suoni in quanto questa potrebbe risultare in una compressione più alta del suono in uscita.

La popolazione è a rischio

Creare degli standard applicabili al momento della produzione dei dispositivi è importantissimo per far sì che si possa evitare ipoacusia e altri tipi di perdite dell'udito. La OMS ha fatto una stima delle persone a rischio, in base all'attività potenzialmente pericolosa in questione:

  • Nel mondo, il 16% delle ipoacusie invalidanti è da attribuirsi al posto di lavoro;
  • Nel mondo, 1.1 bilioni di adolescenti e giovani sono a rischio a causa dell'ascolto di musica in cuffia o a causa di un livello di volume troppo alto dei rumori che li circondano durante le ore ricreative.
  • Nel mondo ci sono 466 milioni di persone affetti da una ipoacusia disabilitante, pari al 6.1% della popolazione.

Il programma “Make Listening Safe” è un'iniziativa dell'OMS che lavora all'interno del World Hearing Forum. L'iniziativa ha come scopo quello di creare un mondo in cui nessuno si ritrova in situazioni pericolose per l'udito.

Gli standard

A partire dal 1971, sono stati pubblicati diversi standard riguardanti l'esposizione al rumore nell'industria:

  • Nel 1971, venne pubblicato lo standard ISO 1999-  "Assessment of occupational noise exposure for hearing conservation purposes". In questo si afferma che, i traumi acustici aumentano esponenzialmente se si è esposti a rumore superiori agli 85 dbA Lex per almeno 8 ore al giorno o livelli maggiori.
  • Nel 1972 vennero pubblicate le prime linee guida del NIOSH (National Institute for Occupational Safety and Health). Queste affermavano che i lavoratori devono essere esposti ad un livello minore o uguale a 85 dbA per 8 ore.
  • Nel 2003 è stata pubblicata dalla Commissione Europea la direttiva Noise at Work Regulations (Directive 2003/10/EC) dove si afferma che per i valori di esposizione di 80dB(A) devono esserci delle protezioni contro il rumore, per livelli di 85 dB(A) bisogna usare protezioni individuali e che il limite massimo è 87 dB(A).

A partire dal 2010, si è iniziato a concentrarsi non solo sull'esposizione ai rumori sul lavoro, ma anche su delle direttive che possano salvaguardare l'udito quando si ascolta la musica da riproduttori portatili.

  • Nel 2010, la International Technical Commission (ITC) ha pubblicato il suo primo standard IEC 62368-1 sugli audio/video. Questo afferma che i suoni che provengono da un riproduttore portatile devono essere inferiori o uguali a 85 dBA per essere considerati innocui mentre nel caso di riproduttori LAeq o T acustic  deve essere inferiore o uguale a 100 dBA.
  • Nel 2018, è stato pubblicato il nuovo standard H.870 pubblicato dalla ITU e dalla OMS, chiamato “Guidelines for safe listening devices/systems”. Questo afferma che la dose massima di suoni ascoltati tramite cuffie attaccate a riproduttori portatili di musica non deve superare livelli di 75-80 dBA per un totale di 80 ore a settimana.
  • A partire dall'ottobre 2019 è possibile trovare una funzione dell'app Salute, presente sugli IPhone in grado di misurare l'esposizione settimanale al suono.

Gli standard più recenti sono sull'ascolto sicuro tramite riproduttori personali.

Nel 2017, l'Associazione Consumatori Tecnologia ha pubblicato il suo standard 2051 sull'amplificazione del suono tramite riproduttori personali, “Personal Sound Amplification Performance Criteria”. Lo standard spiega che l'uscita massima di OSPL90, misurata con un accoppiatore 2cc  non deve superare i 120 dB SPL.

Nel 2019, la ITU ha pubblicato lo standard ITU-T H.871, che descrive i requisiti necessari per rendere un apparecchio di amplificazione del suono sicuro per la salute e l'udito (PSA):

  • Per i PSA in grado di misurare la dose settimanale di esposizione al suono, la dose settimanale deve essere inferiore agli 80 dBA per 40 ore.
  • Se il PSA non è in grado di misurare la dose settimanale di esposizione al suono, l'uscita dei suoni dal dispositivo deve essere sempre limitata ai 95 dBA.

Per maggiori informazioni e dettagli consultare: www.entandaudiologynews.com

Oppure visitare la sezione apposita sul sito dell'OMS e il sito della AEA.

 

 

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